Questione d’Attrazione

In un articolo passato ho accennato alla legge di attrazione e ora vorrei cercare di spiegartela così come oggi la concepisco. Per fare questo scomoderò l’astrofisica, una materia che poco mi compete, ma le similitudini estrapolate dalla formazione dell’universo fisico può aiutare i lettori di questo blog a comprendere meglio la legge di attrazione.

La scienza ci dice

L’universo ha origine da un fenomeno chiamato Big Bang. Gli astrofisici non sanno spiegare che cosa ci fosse prima del Big Bang se non asserire che non esisteva ne spazio ne tempo perciò, secondo alcuni di loro, non è neppure intellettualmente corretto sostenere l’esistenza di un prima, non essendoci spazio/tempo, perciò tagliano la testa al toro e non se ne preoccupano.

Che cos’ha creato il Big Bang?

I primissimi istanti dopo il fenomeno chiamato Big Bang, la straordinaria esplosione da cui ha origine l’universo, si è generato lo spazio/tempo, la forza di gravità e, subito dopo, si sono manifestate le particelle subatomiche che, attraendosi l’una con l’altra per opera della forza di gravità, hanno dato origine all’energia e alla materia.

A tal proposito, ripeto, non essendo un astrofisico, posso dire poco d’altro, se non che tutto questo è avvenuto quasi istantaneamente dopo il Big Bang.

La forza di gravità

Gioca un ruolo importantissimo nella formazione dell’universo post Big Bang, grazie ad essa si formano la materia, le galassie e i vari sistemi planetari.

Il sistema solare

Se osserviamo, con le conoscenze che abbiamo oggi, il sistema planetario in cui viviamo, vediamo che c’è una grande stella, il Sole, che funge da fulcro gravitazionale, ovvero da centro ove i vari pianeti vengono attratti verso di esso, facendo compiere ai pianeti un movimento definito moto di rivoluzione, ovvero un corpo celeste, i pianeti, che ruota attorno ad un altro corpo celeste, il Sole.

A dire il vero c’è di mezzo una curvatura dello spazio che fa attrarre i corpi celesti uno con l’altro, ma non mi addentro.

La forza di gravità terrestre

Il pianeta Terra, la casa in cui dimoriamo, oltre che essere attratta dal Sole, rivoluzionandogli attorno, ha una sua gravità, la quale ci mantiene ancorati ad essa.

Da quel poco che posso capire di fisica, tutto questo avviene perché il nucleo della Terra, il suo nocciolo centrale, esercita su di noi e su tutta la materia che si trova sulla superficie terrestre, un’attrazione verso sé stesso, come avviene ad un pezzetto di ferro messo vicino ad una calamita, viene attratto rimanendovi attaccato.

Ma un fisico mi ha spiegato che questa legge è messa in discussione da quella che accennavo sulla curvatura dello spazio, questo comunque ci fa capire che la conoscenza è sempre in bilico rispetto a ciò che può essere scoperto dopo, a mio avviso dipende dal livello di comprensione che l’umanità in generale ha, più essa cresce più si capisce sempre meglio.

Il pensiero come il Sole

Il pensiero umano è qualcosa di astratto senza forma, non misurabile, se non attraverso le alterazioni fisiologiche che esso manifesta nel corpo umano, come ad esempio le variazioni del battito cardiaco.

Il pensiero è impalpabile, nessun organo di senso può catturarlo, ma nonostante questo lo percepiamo continuamente. Essendo un’entità concreta, poiché chiunque abbia facoltà cognitive normodotate può descrivere la sua presenza, anche se priva di una massa possiede una forza paragonabile a quella di gravità. Come abbiamo visto, dopo il Big Bang, si è formata prima la forza di gravità poi la materia.

Il pensiero è molto simile alla forza di gravità pre-materia, giacché possiamo dire che è esistente prima della materializzazione delle circostanze.

Un celebre aforisma di Paramahansa Yogananda dice: “FATE ATTENZIONE A CIÒ CHE PENSATE OGGI POICHÉ POTREBBE ESSERE LA PROFEZIA DEL VOSTRO FUTURO.”

Se continuiamo a fare riferimento a ciò che accade nel cosmo fisico attraverso la forza di gravità, ci è spontaneo comprendere ciò che Yoganadnaji intendesse asserire.

Cosa hai pensato fino ad oggi?

Mr Roy Eugene Davis, discepolo diretto di Paramahansa Yogananda, non ché il mio maestro spirituale, ci suggerisce un esperimento, ovvero di provare a ricordare quello che abitualmente abbiamo pensato negli ultimi anni, di cercare di riportare alla memoria sia i pensieri che i sentimenti scaturiti da essi.

Lui sostiene che se osserviamo con accuratezza e onestà quegli stati mentali, i pensieri che dimoravano nella nostra mente e che alimentavamo attraverso l’attenzione, poco differiscono da quello che oggi ognuno di noi sperimenta tutti i giorni nella quotidianità.

Le circostanze di oggi le hai pensate ieri

In effetti, se con spassionata obiettività osserviamo ciò che nella nostra mente pensante albergava in passato, ci accorgiamo che molte cosa coincidono con ciò che ci accade oggi.

Se oggi una persona si trova a vivere delle circostanze favorevoli al suo benessere è buona parte dovuto a ciò che in passato ha pensato, vale a dire che la maggior parte dei suoi pensieri erano propositivi ad attrarre i presupposti per poter vivere bene oggi.

Gli “sfortunati cronici”

Partiamo con il presupposto che

Non esiste qualche cosa che possiamo definire sfortuna o fortuna

Così come non esiste il calore in sé stesso, poiché è solamente una reazione conseguente all’eccitazione delle molecole in un dato oggetto, così non esiste sfortuna o fortuna, dacché è solamente una conseguenza di un certo tipo di pensiero, che ha costituito una forza gravitazionale, che a sua volta ha attratto una data circostanza.

Sempre Yogananda diceva che non esiste qualcosa di positivo o negativo, ma esistono soltanto le circostanze così come si presentano ed esse sono sempre neutre, è solo la nostra reazione a loro che “colora” quelle situazioni dandogli una connotazione positiva o negativa.

Detto questo torniamo ai nostri “sfortunati cronici”. Se facciamo caso a quelle persone che, e vi auguro che voi non siate fra queste, non fanno altro che ripetersi di essere sfortunate, che gli accadono tutte a loro, che il mondo intero è contro di loro, che non passa giorno che non gli accada qualche cosa di spiacevole, e chi più ne ha più ne metta (poverette queste persone schiave di loro stesse, inconsapevoli di essere loro il mandante ed il sicario del loro destino), come possono persone che pensano in questa maniera, e purtroppo ce ne sono parecchie, ad avere circostanza favorevoli?

Prima di tutto individui ossessionati a tal modo dalle, passatemi il termine, “sfighe” che li “perseguitano”, non sono neppure capaci di vedere le infinite opportunità che gli si presentano continuamente davanti, ignare di essere loro stesse ad attrarre le circostanze sfavorevoli che vivono ogni giorno.

I pensieri che ripetutamente albergano nella mente pensante di queste persone, fungono da “stelle” che esercitano un’incredibile forza gravitazionale nei confronti dei “pianeti” delle pessime circostanze che attraggono.

I pensieri come stelle

Proprio così, stando a questo tipo di osservazione e a ciò che ci riportano gli Yogi, è un’opportuna similitudine affermare che i pensieri che abitualmente dimorano nella mente delle persone, fungono da “stelle” che attraggono verso di esse i “pianeti” circostanze che sperimentano quotidianamente.

Pensiero costruttivo

Hai più idea ora di che cos’è la legge d’attrazione?

Le situazioni che viviamo ogni giorno dipendono in gran parte da quello che pensiamo perché i pensieri attraggono gli avvenimenti. È per questo che soventemente nella varie tradizioni spirituali di questo pianeta si affermano frasi del tipo: “chiedi e ti sarà dato”, “Dio risponde a tutti i tuoi bisogni”, ecc.; proprio perché il pensiero attira verso di sé tutto ciò che esprime.

A questo punto conviene prodigarsi nel fare, in primis, attenzione a ciò che alimentiamo all’interno della mente pensante, poi impegnarsi nel rimuovere l’attenzione da pensieri distruttivi e pessimisti e rinforzare tutti quei pensieri che promuovono il nostro successo personale.

Buoni pensieri costruttivi di successo a tutti e al prossimo articolo.

Namasté!

a cura di Davide Riccio
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